Cartolina x A di Città

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Cartoline x A di Città.

IDEE spedite direttamente a Rosarno.

no curves_converse

L’urban art deve essere reversibile? dinamica? statica? coinvolgente? deve stupire? far riflettere?

La riflessione sull’urban art come veicolo di dinamicità sociale ci viene offerta in questo
periodo dalla mostra sull’artista No curves presso la galleria milanese
Avangarden. No curves è uno pseudonimo dietro il quale si cela un artista che, attraverso la tecnica di strati sovrapposti di nastri adesivo, riesce a ricondurre l’immagine ai minimi termini; la sua attività inizia con la personalizzazione tramite lo scotch dei cartelloni pubblicitari allo scopo di creare un immaginario pop fatto di linee
spezzate che ricorda le grafiche dei primi videogiochi.

Un altro esponente della tape-art è il newyorkese Aakash Nihalan.
Con poche linee geometriche, l’utilizzo di piani di lavoro sfalsati e l’uso di colori accesi, Nihalan crea prospettive curiose ed inaspettate sui muri, sull’arredo urbano sulle pavimentazioni delle città dove interviene. Lo spettatore viene così attratto dalle illusioni ottiche che reinventano lo spazio urbano, proponendo una nuova immagine della città. E’ una tecnica reversibile ma molto efficace anche grazie ai colori usati che risaltano facilmente e
catturano l’attenzione.

Ma ciò che trasmette ancor più non solo dinamismo ma anche coinvolgimento del fruitore-
attore dell’istallazione di urban art è la performance di IEPE, Painting reality. L’artista olandese riversa diversi litri di vernice colorata su un trafficato incrocio berlinese, Rosenthaler Platz, attraverso dei suoi complici in bicicletta. Le auto passando creano un disegno sulla superficie stradale, trasformando per un giorno l’asfalto in una tela di un pittore. Veicoli, ciclisti e pedoni diventano così protagonisti di un esempio di un “guerrila paint” in stile artistico in scala 1:1.

Invece spostandoci in Portogallo, assistiamo nella capitale a una singolare azione di recupero urbano. Ubicata nel cuore dell’antico Cais de Sodrè, la strada Rua Nova do Carvalho, a Lisbona cambia colore acquisendo uno travagante tono rosa shocking. L’intervento ha lo scopo di pubblicizzare un albergo di nuova apertura, Pensão Amor, realizzato da Artbuilding e fa parte di una strategia di riabilitazione di Cais do Sodrè, antico quartiere di pescatori di Lisbona. Lo scopo è rilanciare potenziale architettonico della zona e incrementare la sua relazione tra il quartiere e il fiume Tejo. Anche qui l’arte urbana, anche tramite un semplice cambiamento cromatico nel tessuto cittadino, un intervento quindi decisamente low-cost, può innescare un inizio di un nuovo approccio alla riqualificazione
urbana.

In conclusione credo che l’urban art debba entrare appieno nelle logiche di riqualificazione urbana e di valorizzazione del costruito sia come disciplina di accompagnamento una più strutturata e onerosa ristrutturazione urbanistica ed edilizia, ma anche in quei contesti dove il budget a disposizione sia insufficiente per la riuscita di un intervento di tale portata in cui l’urbana art possa aprire una breccia. Tramite, infatti, operazioni a basso costo è possibile in qualche modo rivitalizzare tessuti urbani spenti. Aspettando i fondi e/o tempi migliori è bene che si sviluppi una riflessione collettiva sui luoghi anche attraverso le provocazioni che l’arte
ci offre.

Silvia Scholl (architetto nomade)

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